Dolce una follia - un ricordo per il 1° dicembre

Un piccolo ricordo di Nicola my best friend!
Ho conosciuto Nicola nel 1982 avevamo una comune amica e grazie ad alcune cassette musicali che preparai per il suo negozio di parrucchiere:Grace Jones & Alice (se non ricordo male) e ne divenni amico.

Nicola entrò nella mia vita come un dono degli dei; e mi condusse per mano verso nuove porte dove entrare e potermi abbandonare.
Nuovi paesaggi visivi e sentieri da intraprendere; da omosessuale indeciso e insicuro mi donò forza per incominciare questo “viaggio meraviglioso”.
Nuovo look a colori e le prime variazioni sui capelli; colpi di sole/permanenti/ferro, ed eccomi pronto per uscire dai politicizzati anni settanta (in bianco e nero) ed entrare in una nuova era e nei locali gay.
Con Nicola incominciai a frequentare il Gattopardo ‘’mitica discoteca gay anni 80’’ (Brescia)- Il Gattopardo divenne il mio locale prediletto, dove avvenne il mio ‘’ ballo delle debuttanti’’ e spesso Nicola era al mio fianco. Si scatenava in pista al ritmo di ‘’Parole’’ (Patty) e ‘’My love won’t let you down’’ (Nathalie) ed io rimanevo incantato ad osservarlo danzare.
Si viaggiava in autostop: stazione di Brescia (si passava a salutare amiche travestite) / o si partiva per strane avventure notturne.
Era la mia guida spirituale mi insegnava a vivere senza paura la mia nuova vita.
Si rideva molto e lui mi cantava spesso canzoni di Patty Pravo; “Col Tempo” e “Dottor Funky” erano le sue predilette.
Io accennavo “Frederick” di Patti Smith e “Oppio” di Sibilla (scritta da Battiato).
Nicola mi donò completamente la sua anima ed io mi tuffavo nel suo mare trasportato dal piacere della conoscenza.
Ricordo quando veniva a trovarmi sul posto di lavoro; lavoravo in ospedale in lavanderia e un’ inverno lui arrivò avvolto da un mantello nero, con tuta rossa e pattini a rotelle, per la gioia delle mie colleghe che rimanevano scioccate mentre io ero in paradiso!
Mi sentivo al settimo cielo quando ero con lui, mi proteggeva e mi donava forza e gioia.
Passava il tempo e l’amato amico si trasferi a Borno dove incontrò un compagno con cui condivise lavoro ed amore.
Ero spesso da loro, la nostra amicizia era sempre più profonda e affettuosa.
Arrivarono gli anni 90; entrai nell’Arcigay di Bergamo e presentai Nicola ad una mia festa ai nuovi amici, galvanizzò la serata raccontando di come scopri’ la sua omosessualità e della reazione di sua madre. (delirante, eravamo stesi dal ridere)
Nicola si ammalò ma io non ne sapevo nulla.
Per due anni, ogni volta che chiedevo di lui, il suo compagno mi diceva che era stanco, ho che erano troppo presi dal lavoro per venire a trovarmi.
Io non capivo; avevano diradato le visite e se li invitavo a qualche festa non venivano.
Il suo compagno mi disse “Nicola ha la Toxosplasmosi e ha spesso la febbre alta”, continuavo a non capire, poi un mio amico mi disse “guarda che ha AIDS”, ero scioccato e incazzato.
Nell’inverno del 1994 Nicola fu ricoverato agli Infettivi del Civile di Brescia; il suo compagno mi disse che Nicola non voleva vedermi, non voleva che vedessi il suo stato fisico.
Mi tenevo costantemente informato e soffrivo mentre il suo compagno mi raccontava il suo stato di malore. Volevo essere vicino; donarli un po’ di energia, musica, qualsiasi cosa potesse sollevare il suo spirito e la sua anima!
Mi mancava non condividere con lui anche questo viaggio nel lato oscuro della vita.
In passato il mio amico aveva avuto attimi di depressione ed io ero sempre stato al suo fianco pronto a riportarlo nel sole, ora mi sentivo impotente.
Finalmente Nicola acconsenti a vedermi ma il fato remo contro.
Il giorno che dovevo incontrarlo ricevetti una telefonata, sua madre mi avvisava che era deceduto.
Ero annientato e triste, era un sabato mattina.
Ricordo che dovevo partire per Novegro ad una fiera del Disco da collezzione con un amico che conosceva Nicola.
Breve telefonata all’amico per disdire il viaggio e informarlo della tragedia, Rosario mi convinse a vederci e partire lo stesso. (avevo bisogno di sfogare la mia tristezza e rabbia con un’amico) Uscito dal lavoro trovai Rosario che mi accompagnò affettuosamente alla macchina, parlai di Nicola con lui e mi abbandonai al suo affetto.
Accompagnai il mio grande amico nel suo ultimo viaggio cercando di aggrapparmi ai ricordi, non volevo che tutte le gioie, le risate, la danze scatenate, i nostri viaggi si dissolvessero nel vuoto.
Costudisco tutto gelosamente nelle stanze dei ricordi e penso a lui sotto forma di angelo che veglia su me (lo so è un’immagine molto cattolica ma è cosi che lo intuisco).
Non ho potuto essere vicino a lui durante la malattia ma ho capito dopo il suo gesto ed il preservarmi da un grande dolore.
Nicola era splendido fisicamente; una delle persone più belle (sia fisicamente che come anima) che abbia mai incontrato.
Il mio principe, il mio cavaliere, ma soprattutto il mio grande amico, che ha voluto che lo ricordassi per sempre come l’avevo conosciuto.
Sono passati molti anni dal 1995 ma Nicola vive perennemente nella mia anima, se ascolto “Col Tempo” cantato dalla Pravo piango e mi ricordo di quando lui la cantava al mio cuore sorridendo.
Mi manca molto ma so che mi è vicino.

Maurizio… De l’ame pour l’ame.

“Col tempo sai,col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso,non ricordi la voce
Quando il cuore ormai tace a che serve cercare
Ti lascio andare,forse meglio così”

Patty Pravo

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