Gruppo Salute

Perché un gruppo salute in Arcigay Cives Bergamo?
Arcigay Cives Bergamo è un’associazione da sempre attenta ai temi della salute e della prevenzione. Già nel suo statuto, si impegna a consentire la piena realizzazione e “visibilità” di ogni persona LGBT, combattere le discriminazioni contro le persone affette da malattie sessualmente trasmissibili, con particolare riferimento all’HIV, e promuoverne l’inserimento sociale e nell’associazione.

Su queste importanti basi è nato il Gruppo Salute di Bergamo. Un gruppo eterogeneo composto da volontari che lo arricchiscono delle loro competenze e sensibilità: medici, operatori socio-sanitari, massofisiokinesoterapisti, pedagogisti, infermieri e “persone comuni”. Il tutto sotto la sapiente e paziente guida di Luca Pandini.

Obiettivi
Il Gruppo Salute si prefigge innanzitutto di tutelare la salute psicofisica degli iscritti all’associazione Arcigay Cives di Bergamo  e, nello stesso tempo, intende collaborare con enti, associazioni e liberi cittadini alla tutela dell’intera popolazione LGBT. La nostra attenzione è preminentemente diretta alla prevenzione delle Malattie Trasmissibili Sessualmente (MTS) ed in particolare dell’HIV. Ma non limitiamo il nostro intervento alla somministrazione del test per la rilevazione dell’HIV, cercando piuttosto di avere un approccio olistico alle MTS, considerando anche gli aspetti più intimi, di vita vissuta e psicologici che tutte le MTS – e l’omosessualità in genere – possono avere. O quantomeno ci proviamo.

Nel nostro gruppo, soprattutto, possiamo vantare il contributo di persone sieropositive, con il loro carico di conoscenza, esperienza, sofferenza e speranze legate all’HIV ed alla sua cura.

Progetti attuali
Nel 2012, in occasione del primo dicembre (giornata mondiale per la lotta all’HIV), Arcigay Cives Bergamo ha organizzato un incontro, aperto a tutti, per informare sull’HIV e sul fatto che stia diventando una nuova minaccia per la salute della popolazione.

Il venir meno di una puntuale e ricorrente informazione sulla malattia ha fatto abbassare la guardia a molti. Ci sono oggi ampie fasce della popolazione italiana che non hanno mai sentito parlare dell’HIV con competenza, soprattutto le nuove generazioni che solo attraverso amici o internet hanno spesso acquisito convinzioni e pratiche decisamente discutibili.

Presentazione

Grazie a quell’incontro, dove è emersa l’intima, passionale e coinvolgente testimonianza di Stefano Pieralli (socio fondatore di diverse organizzazioni, tra cui PLUS ), sono state poste le basi per il confronto con i Gruppi Salute di altre provincie ed è anche nata una proficua collaborazione con la dr.ssa Trezzi dell’ASL di Bergamo. La dottoressa si è subito dimostrata entusiasta ad ogni forma di collaborazione per prevenire le MTS. Con il suo aiuto, per l’1 dicembre 2013 abbiamo realizzato il primo progetto pilota di check-point in Italia. Ci siamo ispirati all’esempio di Barcellona, dove il test HIV si esegue in sauna ed il risultato viene consegnato da parte di volontari. I vantaggi? Eseguire un test in ambiente gay-friendly senza il timore e la vergogna per dei camici bianchi, senza sguardi che a volte malamente celano giudizi o pregiudizio è, a nostro avviso, un’attenzione alla comunità LGBT importante che rende questa iniziativa speciale. Nella “piccola” Bergamo, abbiamo promosso la possibilità di eseguire il test presso la The City Sauna, coniugando così la serenità e la discrezione che un luogo di svago gay come la sauna può indurre, con il il rigore e la professionalità di infermieri e medici ASL che eseguivano il prelievo e restituivano il risultato del test, con modalità mirate.

In aggiunta ad HIV, sono stati testati anche: epatite A (HAV), epatite B (HBV), epatite C (HCV) e sifilide. Inoltre, il referto dei test è stato consegnato entro 4-5 giorni, al posto degli abituali 9-14 giorni. Il tutto gratuitamente. Temevamo che il presidio e la proposta del test avrebbe potuto generare qualche diffidenza da parte degli avventori della sauna, ma ci siamo piacevolmente ricreduti. Infatti, abbiamo ricevuto solo commenti positivi ed un numero incoraggiante di persone si è sottoposta al test, specie considerando che si trattava di un’iniziativa del tutto nuova e rivoluzionaria per il panorama italiano.

Un’altra iniziativa ha riguardato il comune di Comun Nuovo.
La scarsa informazione sull’HIV ha indotto l’Amministrazione comunale a contattarci per chiedere l’organizzazione di una serata rivolta ai giovani del territorio per diffondere la cultura della prevenzione dalle MTS. L’incontro debitamente preparato e condiviso con gli amministratori ha fornito ai partecipanti un’informazione sugli aspetti di ordine sanitario e una testimonianza “dall’altro lato della barricata”. La dr.ssa Chiara Pezzoli, Infettivologa presso gli Spedali Civili di Brescia, con competenza e chiarezza ha spiegato cosa è l’HIV, come si diagnostica e come si previene. Due membri del Gruppo salute hanno poi condiviso coi presenti il piano dei vissuti personali: da un lato il racconto di chi, essendo sieropositivo, vive con tutti i timori e i sentimenti che derivano da questa diagnosi e dalla sua terapia; dall’altro il racconto di chi si trova a condividere una quotidianità e un sentimento d’amore con un compagno sieropositivo.

Oltre ad ottenere un’entusiasta risposta da parte del consiglio comunale di Comun Nuovo, la serata è piaciuta al punto che alcuni consiglieri del comune di Curno ci hanno contattato per organizzarne un’altra nel loro territorio (data da definirsi).

Progetti futuri
Parlando con i giovani, con i medici infettivologi, ma anche ascoltando i discorsi ai banconi dei bar, ci siamo resi conto che l’assenza di campagne informative sull’HIV ha, purtroppo, fatto sì che un’intera generazione sia cresciuta senza la debita formazione sull’HIV e sulle MTS. Queste sono sempre più considerate come eventi che riguardano altri e sono avvolte dai fumi dei falsi miti. Ci siamo quindi chiesti se non fosse più indicato parlare agli adolescenti all’inizio della propria vita sessuale. Perché non affrontare l’argomento alla scuola superiore, magari durante le settimane di autogestione? Ecco perché ci siamo mossi, avanzando un progetto di dialogo con i principali licei della provincia, auspicando peraltro il patrocinio dell’ASL.

Ci siamo purtroppo resi conto che la guardia contro il virus dell’HIV è stata abbassata anche dal personale medico. In particolare da parte dei medici di base. Vorremmo quindi iniziare, insieme all’ASL di Bergamo, una campagna di sensibilizzazione dei medici di base, affinché il test per l’HIV e le MTS in genere divenga routinario, anziché un esame eccezionale.

Per il 2013, il terzo progetto che vorremmo iniziare riguarda la qualità di vita delle persone affette da HIV. Troppo spesso, infatti, anche negli ospedali ci si trova di fronte a clamorosi casi di “discriminazione sanitaria”: visite sommarie, disparità di trattamento, disgusto verso il paziente. Ci proponiamo quindi di stilare delle norme comportamentali per il personale sanitario e ospedaliero in generale (dai primari a chi fa le pulizie nei reparti) che contrasti ogni forma di trattamento inumano, discriminante o stigmatizzante nei confronto dei pazienti sieropositivi. E’ chiaro che si tratta di un progetto titanico, ma le sfide non ci spaventano!

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