” SMALLTOWN BOY ” LA RIVELAZIONE ED IL VIAGGIO NELLA GAYA VITA ANNI 80

25 settembre 2016
Commenti: 0
Categoria: Musica, News
25 settembre 2016, Commenti: 0

Dedicato a Nicola che mi ha preso per mano conducendomi con grazia e dolcezza su nuovi sentieri e ad Andrea il mio primo amore!
Piccola premessa: Ho scritto questo piccolo racconto con la speranza che la mia esperienza possa essere utile ad altri che ancora vivono con timore l’omosessualità!

Anni 80: un periodo per me magico che ha coinciso con la mia accettazione dell’omosessualità!

Ma andiamo con ordine:

1982 anno di grazia perchè è da li parte tutto.

In quel periodo ero molto combattuto e incasinato non sapevo se accettare la mia omosessualità o opporre una ridicola ”resistenza”.

Nei rigorosi e politicizzati anni 70 avevo sempre vissuto con ansia le mie pulsioni.

Abitando in un piccolo paese mi sentivo come intrappolato, non conoscevo altre persone gay.

Ero combattuto e pieno di dubbi, ma sentivo dentro di me passioni che mi portavano ad innamorarmi di ragazzi e fantasticare.

Il mio primo incontro con persone omosessuali avvenne al festival del Parco Lambro nel 1976 con i ragazzi del F.U.O.R.I.

-Fronte Unitario Omosessuale Italiano- ma non successe nulla mi limitai ad acquistre una rivista.

Vivevo in una specie di limbo, pochi fugaci incontri sessuali ed una cotta per un dolce ragazzo al liceo Artistico.

Avevo amiche storiche che mi sostenevano e mi ”proteggevano” da sempre.

Nel 1982 incontrai un ragazzo che divenne la chiave di tutto: Nicola, parrucchiere per signora e non solo.

Nicola aveva il negozio vicino al luogo dove lavoro, mi venne presentato da una comune amica.

Il primo incontro fu intenso e rimasi colpito dalla sua bellezza. Parlammo di musica, di Patty Pravo e nacque da subito una profonda amicizia.

Ero spesso da lui e col tempo divenni il suo dj personal; Nicola amava la musica ed io ero perfetto per creare musiche adatte.

Grace Jones / Alice / Giuni Russo / Patti Smith / Matia Bazar / Milva, erano la colonna sonora del negozio.

Nicola intuì col tempo il mio disagio ed i miei dubbi sull’essere gay: lui era dichiaratamente gay e non aveva paura.

Divenne la prima persona omosessuale con cui potevo apertamente parlare e raccontarmi senza paure.

Lui mi disse poche e precise parole ” Tesoro vivi, non avere paura di ciò che senti” e mi liberò dalle paure ed inibizioni.

Mi aprì nuove porte e mi dono una nuova visione a cui abbandonarmi con piacere.

Con lui sbocciai: nuovo look e nuove passioni.

Uscivamo spesso, viaggiavamo in autostop e passavamo serate in mansarda ad ascoltare musica.

Con lui sempre mi sentivo in paradiso, la sua tenerezza e dolcezza mi toccavano profondamente.

Nel 1983 incontrai un altro ragazzo: Andrea.

Un pomeriggio, uscendo dal lavoro, notai un ragazzo molto dandy e lui mi chiese informazioni, parlammo di musica e di Nicola ci lasciammo con la promessa di rivederci.

Andrea divenne il mio primo ragazzo. Era dolce, complicato e nel mio immaginario ricordava David Bowie per il look).

Incominciò una tenera storia, giravamo mano nella mano e ai tempi non era semplice.

Andrea mi parlò di una discoteca che conoscevo di fama il -Gattopardo – un posto vicina a noi e facilmente raggiungibile, decidemmo cosi di ”ispezionarlo” incoriusiti.

L’impatto iniziale fu forte ma piacevole, non avevo mai visto nulla di simile.

Ragazzi molto ”eccentrici” e fanciulle cariche di mistero regalavano gioia e colore.

Il Gattopardo divenne la nostra prediletta sala da ballo e segno il mio debutto nei locali gay.

Aspettavo con ansia il sabato per condividere con Andrea la nuova “casa” e ballare.

L’unico neo del locale era la musica troppo commerciale; io venivo dal rock, dalla new wave e Duran Duran / Spandau Ballet non erano proprio nelle mie corde.

Impazzivo per -Tenax- di Diana Est / -Relax- Frankie Goes To Hollywood- / -P. Machinery- dei Propaganda / -Smalltown Boy – Bronski Beat e -My love won’t let you down- di Nathalie.

Il dj ogni tanto metteva -Frederick- di Patti Smith e -Parole- della divina Patty Pravo per la gioia di Nicola ed Andrea che ballavano felici.

La mia amicizia con Nicola cresceva cosi come l’amore per Andrea e uscivamo spesso assieme per viaggi avventurosi.

Col tempo incontrai nuovi amici con cui legai molto: Angelo, Davide, Livio, Pietro , Mirko, Tiziano, Giorgio.

Ragazzi di Crema, Bergamo, Brescia con cui condividere gioie e anche dolori.

Eravamo come piccole colorite avanguardie che cercavano di vivere con gioia e passione tutto.

Mi sentivo parte di una fantastica ensemble di amici, un filo naif ma assolutamente vera e senza sovrastrutture.

Al sabato pomeriggio viaggiavo in treno per Brescia e mi trovavo con alcuni di loro per visitare negozi d’abbigliamento e profumerie oltre a negozi di dischi.

Si parlava molto e si usava molta ironia per comunicare.

Condividevamo tutti un cammino comune, uscivamo finalmente alla luce del sole.

Volevamo vivere con gioia tutto, senza stare in penombra.

Frequentavamo locali incredibili come Stardust, splendido e accogliente, il Carnaby ed il piccolo e piacevole Kriss Club, ma era il Gattopardo la nostra casa.

Il Carnaby per i miei gusti era troppo snob; molti se la tiravano e quando parlavi con alcuni di loro domandando ”che lavoro fai” la risposta era ” modello”, o il classico ”lavoro nella moda” io lavoravo in lavanderia, non andava bene.

Blondie – REM – Echo And The Bunnymen – The Smiths erano la mia colonna sonora del sabato pomeriggio e poi via al locale del cuore.

Un ricordo molto forte era l’uscita dal Gattopardo: fuori trovavi spesso ragazzi curiosi di vedere ”i gay” e ti sentivi in vetrina.

Molti venivano per prendere in giro con battute idiote o esibivano il loro lato maschile. Ma incontrati da soli e fuori dal gruppo erano fragili, timidi e disponibili.

Al Gattopardo incontrai travestiti & transessuali e la mia mente si aprì a nuovi mondi.

Con loro si stabili un ottimo rapporto d’amicizia e ironia.

Ettorina, Angela, la splendida Bianca creatura raffinata e intelligente, le fanciulle di Milano ed altre ancora.

Allo Stardust incontrai anche una mia grande amica Alice.

La vidi ballare in pista, era splendida e bionda.

Ricordo ancora come era vestita, con pantaloni attillati e camicetta bianca.

Chiesi chi fosse e mi dissero -lei è Alice- non parlai con lei ero troppo timido ma la sua immagine si impresse nella mia memoria.

Adesso a distanza di anni ci siamo rincontrati e siamo diventati amici e complici.

L’incontro con queste creature che consideravo magiche mi dette la chiave per entrare nel loro mondo, fatto di splendore ma anche dolore e molto coraggio.

Venivo invitato nel loro camerino, le vedovo truccarsi e prepararsi con una dedizione e cura incredibili.

Mi raccontavano il loro vissuto ed io rimanevo affascinato.

Portavo in dono cassette musicali con pezzi della Pravo o di Giuni Russo, mi chiedevano consigli estetici o pareri sul look.

Alcune mi raccontavano della trasformazione da uomo a donna, delle cure ormonali, di come si sentivano imprigionate in un corpo sbagliato e come cambiare sesso fosse per loro l’inizio di una nuova vita.

Ho sempre ascoltato con rispetto le loro storie ed ero onorato di essere un confidente a cui rivelavano molto del loro animo.

Al Gattopardo i cosidetti -etero- venivano anche per vedere le travestiste e le transessuali.

Mi sono sentito subito in sintonia con queste magiche fanciulle e ne sono uscito arricchito come essere umano.

Ho amato molto gli anni 80 perchè sono stati il mio personale -Dream Of Life-.

Sono uscito dall’incertezza e dal buio per rivelarmi come omosessuale che non aveva più paura di vivere.

Nicola, Andrea, Davide, Pietro ed altri ancora mi hanno donato forza e affetto.

Ho vissuto il tutto con gioia e con dolce “follia”, la mia ombra si è espansa e credo di aver trovato molta forza per andare avanti.

Alcuni amici storici non sono più al mio fianco.

Nicola è al Seventh Heaven ed anche Livio, Mirko e Tiziano si sono suicidati ed io non ho potuto far nulla, ma custodisco gelosamente i ricordi, con altri sono ancora in contatto.

Andrea l’ho rivisto in ospedale dopo anni è l’impatto emotivo è stato grande.

Mi considero fortunato ad aver vissuto gli anni 80 e l’aver incontrato persone cosi belle mi ha dato molta, molta magia.

Maurizio – D’e l’ame pour l’ame
Ps: il ragazzo nella foto è Andrea!

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.
Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi