I Cavalli diffondono la poesia ed il rock!

30 luglio 2016
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Categoria: Musica, News
30 luglio 2016, Commenti: 0

Nel lontano 1975 è  stato pubblicato un disco che ha rigenerato la scena rock e riportato l’essenza di questa musica in primo piano:   ” Horses”  della poetessa/cantante Patti Smith.

Un esordio importante che rappresenta un  vero e proprio spartiacque tra il nuovo ed il “vecchio”  sulla scena musicale.

 ”Horses ” nasce sui palchi del   Max’s Kansas City e CBGB & OMEFUG a New York City  dove Patti divide spesso ila scena  con i Television di Tom Verlaine.

Patti talk; ”L’album Horses, pubblicato nel 1975, era il risultato di cinque anni di lavoro. I versii di apertura ” Gesu è morto per i peccati di qualcuno, non per i miei ”, li avevo scritti per una delle mie prime poesie. La lavorazione di quell’album fu un processo organico che si sviluppò sulla base di anni di improvvvisazione, di ricerca di una vocalità personale e di una lenta selezione di idee”

 Horses uscì infatti nel 1975 e fu un fulmine a ciel sereno nella scena musicale di allora, dominata dal Glam e dal Progressive Rock, ma anche da cantautori intimisti come James Taylor e Jackson Brown.

Con questo intrigante lavoro, Patti e il produttore John Cale rimisero in circolo l’energia pura dei mitici anni Sessanta.

Il disco si apre con una strepitosa versione di Gloria dei Them di Van Morrison che contiene la famosa frase: “Gesù è morto per i peccati di qualcuno ma non per i miei”. Cascate di parole e poesia, sorrette da una base di suoni ruvidi ma non privi di raffinatezza.

Segue Redondo Beach con un testo malinconico (si narra di donne che amano altre donne e del suicidio di una ragazza) , su un ritmo reggae, con il Patti Smith Group che fa i cori.

Le note di pianoforte introducono Birland in tutta la sua magia.

Il testo viene improvvisato in studio sulla base di un racconto di Peter Reich: un bimbo che vede a bordo di un’astronave il padre morto da tempo, e piange implorando di essere portato via.

Il pezzo inizia con la voce recitante di Patti che poi declama e canta con disperazione accompagnata da una chitarra solista discreta. John Cale spinge la band ad improvvisare in studio fino ad arrivare ai 9 minuti incisi su vinile.

Dalle note di piano arriva Free Money, un frenetico rock che parte lento per poi diventare una cavalcata rock  con Lenny Kaye che macina  taglienti accordi di chitarra e la voce di Patti che è un continuo crescendo. (il testo parla di amore e denaro)

Patti dedica alla sorella la sinuosa Kimberly, ballata tipicamente new wave con suggestive sonorità di tastiere ed echi dei Velvet Underground.

(il pezzo è composto con Allen Lanier dei Blue Oyster  Cult)

La lenta  e intensa Break it Up crea magia pura grazie alla vibrante chitarra di Verlaine ed al suono  del pianoforte  di Richard Sohl.

(il brano è dedicata a Jim Morrison e nasce da una collaborazione con con Tom Verlaine) 

La poetessa è sorprende in Land/Horses, il punto più alto del disco.

Il pezzo dura 9 minuti ed è un delirio di visioni &  suoni.

Land è diviso in tre parti: ”Horses”, un crescendo rabbioso per voce e ritmica, ”Land Of Thousand di C.Kenner inserita nel contesto come un rock intenso e sognante e ”La mer(de)” continuazione di suggestioni sonore  con la voce della Smith a tratti sussurrata.

Il testo per 9 minuti narra di Johnny , ispirandosi ai ”Ragazzi Selvaggi” di William Burroughs, e racconta di avventure omosessuali in una scuola liceale.

(Il ragazzo guardò Johnny, Johnny voleva correre. Ma il film andò come previsto. Il ragazzo prese Johnny lo spinse contro l’armadietto. , lo spinse a casa, lo conficcò dentro Johnny)

La toccante Elegie dedicata a Jimi Hendrix chiude il disco

(viene incisa il 18 settembre il giorno della morte del leggendario chitarrista)

Elegie è solenne grazie alla melodia composta da Allen Lanier che suona la chitarra con toni languidi. I ricordi di persone scomparse riecheggiano nella voce di Patti ed il lirismo vocale tocca vette elevate

La foto scelta per la copertina del disco (ormai passata alla storia come una delle più belle cover della musica rock) è realizzata in un magico bianco e nero dal grande fotografo e amico Robert Mapplethorpe e consegnò alla storia l’immagine essenziale ed androgina dell’artista.

E’ un immagine lontana dal glamour di copertine patinate dove la la donna è ritratta in sottovesti molto femminili (vedi Linda Ronstadt in -Simple Dreams-), Patti con la giacca gettata dietro le spalle in omaggio a Frank Sinatra e la camicia bianca come riferimento al poeta francese Baudelaire.. 

Il disco usci il 10 novembre del 1975 e molti giornalisti  espressero pareri positivi:

Greil Marcus scrisse sul Village Voice che Patti aveva realizzato un disco autentico, che non è assolutamente una semplice trasposizione dei suoi spettacoli live.

John Rockwell dal New York Times avvisò che l’album avrebbe sicuramente infastidito alcuni e sarebbe stato giudicato negativamente da altri, e che nondimeno si trattava di un disco straordinario, ogni minuto del quale meritava numerosi ascolti.

Rockwell ne rinnovò le lodi sulle pagine di Rolling Stones, definendo l’album .

Chaeles Shaar Murray del New Musical Express scrisse ” E’ meglio del primo album dei Roxy Music, meglio dei primi album dei Beatles e degli Stones, meglio del primo album di Dylan, e bello come il primo dei Doors e degli Who e di Hendrix e dei Velvet Underground”.

Melody Maker lo stroncò ma la critica unanime parlò di capolavoro e Patti divenne la nuova eroina del rock.

Personalmente è stato il primo disco che ho acquistato di Patti nel lontano 1977, in un negozio di Brescia storico,  ed ha lasciato in mè tracce profonde, a partire dalla copertina che stimolò la mia fantasia  per poi immerge la mia anima  nella bellezza dei suoni e della voce particolare della poetessa.

Sono passati molti anni ma il disco non ha perso il suo valore ed il fascino profondo.

Molte fanciulle che fanno rock sono state influenzate da questo esordio; Sioiuxsie And the Banshees / Lene Lovich / Nina Hagen / Slits / Raincoats e altre..

Chiudo con le parole di Patti: Horses era un album dedicato a chi è perseguitato, perchè non vuole omologarsi o perchè è diverso – nero, omosessuale, emarginato. Consiglio vivamente questo disco per chi ama il rock o vuole qualcosa di intenso e vibrante.

Del’ame pour l’ame Maurizio.

 

 

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