La viaggiatrice dell’anima

7 giugno 2016
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Categoria: Musica, News
7 giugno 2016, Commenti: 0

” Hejira” Joni Mitcheli (Asylum 1976)

– Sto viaggiando in qualche veicolo – Mi sono seduto in qualche caffè – da – Hejira –

Correva l’anno 1976 e nei cieli alti della musica risuona un disco magico dal titolo evocativo ” Hejira ”.
Il titolo arriva dalla parola araba hijra, che vuol dire viaggio, riferita specificatamente alla fuga nel 622 di Maometto e i suoi fedeli dalla Mecca alla Medina.
L’autrice del disco è Joni Mitchell, musicista, pittrice, poetessa canadese, amata dalla critica e dagli appassionati di buona musica.
Dischi come – Blue – (1971) & – Court And Spark – (1974) rapprresentano la storia della grande musica anni 70.
In questi lavori la cantautrice dispiega il suo talento compositivo.
Dalle melodie acustiche e intimiste di – Blue – alle acrobazie pop di – Court And Spark – in un crescendo creativo.
-Hejira – nasce da un viaggio compiuto da Joni Mitchell in macchina con due amici tra il Maine e Los Angeles per poi ritornare sola.
La Mitchell racconta nelle interviste ” Scrivevo i brani mentre viaggiavo da sola in macchina attraverso gli Stati Uniti, per questo motivo non c’è il pianoforte in queste canzoni”.
Il disco arriva nelle mie mani nel 1978, in piena era punk rock e new wave.
La prima cosa che noto è la bellissima cover del vinile.
Uno splendido bianco e nero con l’immagine della cantante ed una strada che attraversava la sua figura.
Un visione fotografica che evoca il viaggio on the road attraverso la musica.
Leggo il nome dei musicisti e spiccano Jaco Pastorius al basso, noto per il suo lavoro nel Jazz e nella musica Fusion / Funky & Neil Young all’armonica e questo mi da piacere e sicurezza
.Con lei un combo di musicisti di valore.
Larry Carlton chitarrista, John Guerin batterista, Chuck Domanico & Max Bennett al basso, Chuck Finely corno, Abe Most clarinetto, Bobbye Hall alle percussioni e Victor Feldman vibrafono.
Un ensemble di musicisti dotati che lavora con passione e ispirazione.
Leggo dalla stampa che durante l’incisione del disco i bassisti che si alternavano con Jaco Pastorius hanno avuto problemi a seguire le indicazione della cantante, non conoscendo gli accordi della Mitchell mentre Pastorius entra profondamente in sintonia con lei.
Al primo ascolto rimango colpito dalle melodie con accenni jazz e dalla vocalità della cantante calda e sinuova.
Joni abbandona la voce cristallina dei primi lp per una vocalitò piu piena e vissuta.
– Coyote- che apre il disco scorre veloce e da l’idea del viaggio.
Il secondo pezzo – Amelia – dedicato ad Amelia Earhart prima donna aviatrice, si imprime nella mente.
La melodia è rarefatta e la voce narra di falsi allarmi e di una vita tra le nuvole.
Questa song risuona nella stanza e si imprime nell’anima.
Ascolto songs come – Funny Sings The Blues – & – Blue Motel Room – e rimango colpito da armonie intrise di accenni blues notturni che donano un fascino profondo all’insieme.
– A Strange Boy – arriva avvolgente e suggestiva con le percussioni di Bobbye Hall in buona evidenza.
Il pezzo mi trasporta in racconti di uno strano ragazzo e del suo mondo interiore.
– Song for Sharon – si snoda per 8 minuti ed è il brano più lungo inciso su disco.
La musica è ritmica e sincopata, abbellita dai cori angelicati che danno profondità al brano.
– Black Crow – viaggia su ritmiche accese con Jaco Pastorius che dispiega il suo talento.
– Refuge of the Roads – che chuide il lavoro è sinuova e dà l’idea di essere arrivati alla fine di un viaggio interiore.
Lascio per ultima – Hejira – maestosa e impariggiabile title track con melodia fluida e jazzistica impreziosità da arpeggi di chitarra che creano un onda infinita.
Jaco Pastorius al basso crea un sottile nerbo emotivo che si inserisce magistralmente nella melodia.
La voce di Joni è in evedidenza in tutti i pezzi e trasmette pathos emotivo ben sostenuta dai musicisti.
La musica creata attinge dal jazz al bluesed il risultato finale è un lavoro di grande eleganza e raffinatezza.
Questo disco a distanza di anni mantiene inalterato il suo fascino.
E’ un disco nobile amato dalla critica e dal pubblico – 13 posizione su Billboard chart e diventa disco d’oro dopo tre settimane di vendità-.
L’ho ascoltato lungamente, mi ha acconpagnato in lunghi viaggi con amici, ho aperto il mio cuore ha questa donna magica.
Appartiene di diritto ai dischi storici degli anni 70 come; – Hoses – di Patti Smith / – Pink Moon – Nick Drake / – After the Gold Rush – Neil Young / – Paris 1919 – John Cale /- For Your Plesaure – Roxy Music.
E’ un disco assolutamente da ascoltare e per gli appassionati di vinile consiglio la ristampa vinile Rhino del 2014.
Un saluto da Maurizio.

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