APPROVATA LA LEGGE CIRINNA’

19 maggio 2016
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Categoria: News
19 maggio 2016, Commenti: 0
IL DDL CIRINNA’ E’ ORA LEGGE
Mercoledì 11 Maggio 2016 sarà una di quelle date che come per il divorzio e per l’aborto segnerà per sempre i cambi di passo della società.
Dopo quasi 30 anni di lotte, manifestazioni, scontri decisi e pride contestati, il Parlamento della Repubblica, in forte ritardo rispetto agli altri stati dell’Europa occidentale, ha approvato la legge che introduce le unioni civili per le coppie dello stesso sesso e i contratti di convivenza per le coppie eterosessuali.
La nuova legge è stata approvata non senza polemiche e con diversi compromessi che hanno obbligato a prese di posizione e messo in contrapposizione anche frange interne alle varie associazioni.
La volontà di buona parte del parlamento di differenziare le Unioni Civili dal Matrimonio ha partorito delle discriminazioni che saranno le nuove battaglie dell’associazionismo LGBT italiano, prima su tutte la discussa Stepchild Adoption ma anche la reversibilità della pensione.
L’importanza di una legge che cambierà la struttura sociale del nostro paese ha avuto un dibattito dai toni aspri e sempre molto accesi, sintomo dell’importanza che questa legge ha e delle ripercussione che avrà in futuro.
L’argomentazione politica e strumentale degli oppositori alla legge ha spaziato da fantasiose legittimazioni dalla pratica della maternità surrogata, volgarmente utero in affitto, alla poligamia senza risparmiare colpi bassi a nessuno.
Ma ora vediamo in breve per punti, cosa prevede la legge Cirinnà.
  • COSTITUZIONE DELL’UNIONE CIVILElo Stato Italiano, con legge ordinaria, costituisce tra persone dello stesso sesso l’istituito del$’Unione Civile che, come per il matrimonio, si costituisce di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. L’atto viene registrato nell’archivio dello stato civile.
  • COGNOME: le parti, per la durata dell’unione civile, possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome.
  • OBBLIGHI RECIPROCI: dall’unione deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni.
  • VITA FAMILIARE: le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato. Il comma ricalca le norme del diritto di famiglia.
  • REGIME PATRIMONIALE: il regime ordinario è la comunione dei beni, a meno che le parti pattuiscano una diversa convenzione patrimoniale.
  • PENSIONE DI REVERSIBILITA’ E TFR: questo punto è stato molto dibattuto in parlamento ed è stato un punto che ha diviso anche all’interno degli stessi partiti politici. Sino ad oggi un eventuale figlio di uno dei due partner sarebbe l’unico beneficiario della pensioni di reversibilità (nei casi previsti dalla legge ossia di figlio minore, inabile al lavoro, a carico del genitore o studente) e del TFR. Con la nuova legge il legittimo beneficiario della pensione di reversibilità e del TFR è il patner unito civilmente.
  • EREDITA’: per quanto riguarda la successione valgono le norme in vigore per il matrimoni: al partner superstite va la “legittima”, cioè il 50%, e il restante va agli eventuali figli.
  • SCIOGLIMENTO: si applicano, in quanto compatibili con il nuovo istituto, le norme della legge sul divorzio del 1970, ma non sarà obbligatorio, come nello scioglimento del matrimonio, il periodo di separazione.
  • ASSISTENZA: le coppie omosessuali potranno accedere alle liste per l’assegnazione degli alloggi popolari, la legge garantisce le visite in ospedale in carcere. Il convivente in caso di morte del compagno potrà subentrare nell’affitto.
Con grande amarezza di una buona parte della società civile e politica NON rientrano nella legge:
  • ADOZIONE: le coppie dello stesso sesso che contraggono Unione Civile NON avranno la possibilità di accedere all’istituto dell’adozione prevista invece per gli eterosessuali contraenti matrimonio.
  • STEPCHILD ADOPTION: in definitiva NON è consentito ad un partner dell’unione civile l’adozione del figlio legittimo dell’altro partner. Punto di scontro e dibattito acceso è anche il punto su cui la maggior parte della comunità LGBT, e non, alza la guardia nei confronti della politica con l’accusa di discriminazione, tanto nei confronti dei contraenti unione civile quanto nei riguardi dei bambini a cui viene impedito di avere un secondo genitore.

Lo stralcio sulla stepchild adoption, è stata una ferita subita durante l’iter parlamentare, una lacuna che potrà essere colmata solo con altre lotte e battaglie sul fronte dei diritti. Con la nuova legge,la possibilità di un partner dell’unione civile di adottare il figlio legittimo dell’altro partner, sarà nelle mani e nella volontà della magistratura.

Pur riconoscendo alle coppie omosessuali diversi diritti delle coppie sposate, lo Stato riconosce la coppia ma non la famiglia omosessuale che, in Italia, è un realtà.
Parole  come “matrimonio” e “adozione” sono ancora un tabù nei palazzi della politica, ma sono le prossime fermate che il treno dei diritti civili, appena partito.
Legiferare per riconoscere a pieno la famiglia, senza alcuna distinzione e discriminazione, per dare tutela anche ai bambini nati e cresciuti da coppie siano esse eteroaffettive o omoaffettive, è il nostro prossimo traguardo.
ArcigayBergamoCives

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