Il canto sublime della cacciatrice di note

17 settembre 2015
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Categoria: Musica
17 settembre 2015, Commenti: 0

GIUNI RUSSO- ENERGIE (CGD 1981– Ristampa Warner 2013 – Edizione rimasterizzata

La memoria e i ricordi viaggiano piacevolmente nel passato.

Anno 1981: a Mister Fantasy, mitica trasmissione musicale presentata in Tv da Carlo MassariniCaterina Caselli parla della scoperta di una grande voce, Giuni Russo, cantante in verità già conosciuta, prima come Giusy Romeo, poi come Junie Russo. Racconta di Franco Battiato e di Alberto Radius che hanno lavorato sodo per produrre un album molto particolare, intitolato Energie, e si entusiasma nel decantare quest’artista straordinaria dall’estensione vocale prodigiosa.

Segue un videoclip: una strana creatura vestita in abiti dal taglio militare (in stile prussiano) canta tre pezzi molto originali, mixati fra loro: Crisi MetropolitanaLAddio e Una vipera sarò. Sono stupefatto dall’uso e dalla duttilità della voce. Tracce di musica lirica mentre le note salgono, scendono e poi risalgono ancora più incisive, cavalcando con sicurezza il pentagramma.

Volevo assolutamente quel disco e lo comprai pochi giorni dopo.

In copertina una Giuni molto androgina: taglio maschile e un’espressione che ricorda lo sguardo di David Bowie su Scary Monsters (and Super Creeps). Scorrendo i titoli e le note di copertina, è Battiato che la fa da padrone tra gli autori, essendo presente in tutti i pezzi. Ma il disco si avvale anche della collaborazione di Giusto Pio, del già citato Alberto Radius, e della stessa Giuni insieme a Maria Antonietta Sisini.

ASCOLTO:

Lato A

LETTERA AL GOVERNATORE DELLA LIBIA, IL SOLE DI AUSTERLITZ, CRISI METROPOLITANA e ATMOSFERA.

Tutte le canzoni risuonano prepotentemente nella stanza, grazie a una musica di grande impatto, ad arrangiamenti strepitosi e testi importanti ma a colpirmi è la voce unica di Giuni Russo: per quei vocalizzi in LETTERA AL GOVERNATORE DELLA LIBIA, per la rabbia e la potenza in CRISI METROPOLITANA, dove l’impatto vocale mi rimanda a Klaus Nomi & Nina Hagen.

Lato B

L’ADDIO, UNA VIPERA SARO’ (titolo/citazione che fa riferimento al Barbiere di Siviglia di Rossini), L’ATTESA e TAPPETO VOLANTE

La musica è sempre particolare e originale, nuova, diversa da ciò che si ascoltava in quegli anni, è una contaminazione sonora di vari stili, cucita su misura sulla voce di Giuni. Si può parlare di Musica Pop, New Wave, Elettronica… Dalla moderna romanza che apre la seconda facciata del disco alla magia del secondo pezzo, fino alla sensuale e poetica attesa dell’amante che desidera e spia di nascosto l’oggetto del suo desiderio. A lasciare ancora il segno è la vocalità della cantante, valorizzata da una musica avvolgente che segue e sottolinea ogni sua evoluzione.

L’acuto finale ne L’ADDIO, i richiami alle trifonie dei Mongoli o la possibilità di cantare la Norma di Bellini con dei fonemi sardi oppure giapponesi, si aggiungono ad una serie di immaginifiche alchimie che fanno di questo album una delle pietre miliari non solo della discografia di Giuni Russo, ma di tutta la musica pop italiana del Novecento.

Non mi risulta difficile pensare a tutta la produzione di Battiato, un artista che amavo molto in quel periodo (anche per le sue collaborazioni con Alice). Non poteva, quindi, lasciarmi indifferente questo nuovo gioiello sonoro.

Nel 1981 seguivo molto la scena musicale inglese e americana: da Lene Lovich a Toyah, da Siouxsie And The Banshees fino a Patti Smith e Pat BenatarGiuni era qualcosa di altrettanto nuovo nel panorama musicale italiano.

Forse la bellezza di questo disco l’ho colta completamente con la maturità, ma già allora ero soggiogato dalla forza espressiva di quella voce potente e raffinata abbinata al Battiato sound.

Giuni era davvero innovativa. L’unica artista che sperimentava vocalmente all’epoca era Antonella Ruggiero, agli inizi del suo intrigante viaggio musicale con i Matia Bazar.

Sono passati molti anni da allora e oggi l’uscita, finalmente rimasterizzata, di questo disco mi ha dato la possibilità di ritornare con immenso piacere nella stanza dei ricordi in cui custodisco le emozioni legate a tutti i dischi che ho molto amato.

La rimasterizzazione di Energie ha messo in luce una ricchezza di suoni che erano quasi impercettibili su vinile, confermando allo stesso tempo la grandezza e l’attualità di un disco ricco di pathos e di emozioni inalterate nel tempo.

Giuni, con le sue canzoni, era e rimane un’ottima compagna di viaggio mentre ancora attraverso con entusiasmo tutta “la musica che (mi) gira intorno”.

 ERNESTO PICENNI

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