Nuova dichiarazione del cardinal Bagnasco contro i gay

13 settembre 2013
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Categoria: News
13 settembre 2013, Commenti: 0

Bagnasco: “Legge contro omofobia ideologica, equiparare coppie gay e eterosessuali umilia la famiglia”

“Frequentemente ci si oppone alle ragionevoli considerazioni della Chiesa per motivi ideologici”.
Lo dichiara il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, aprendo i lavori della Settimana Sociale. “Nei mesi scorsi – sottolinea il cardinale – il dibattito sulla legge contro l’omofobia ha manifestato con chiarezza questa tendenza”. “Nessuno discute il crimine e l’odiosità della violenza contro ogni persona, qualunque ne sia il motivo: tale decisa e codificata condanna, coniugata con una costante azione educativa,dovrebbe essere sufficiente in una società civile”. “In ogni caso, per lo stesso senso di civilta’, nessuno dovrebbe discriminare, ne’ tanto meno poter incriminare in alcun modo, chi sostenga pubblicamente ad esempio che la famiglia e’ solo quella tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, o che la dimensione sessuata e’ un fatto di natura e non di cultura”.

“Si misconosce la specificità della famiglia e se ne preclude l’autentica valorizzazione nel contesto sociale. Quando attraverso una decisione politica, vengono giuridicamente equiparate forme di vita in se stesse differenti, come la relazione tra l’uomo e la donna e quella tra due persone dello stesso sesso”. Secondo il cardinal Bagnasco, non si possono trattare “in modo uguale realtà diverse”. In questo modo “Si appiattisce il concetto di uguaglianza, che non consiste nel dare a tutti la stessa cosa, ma nel dare a ognuno ciò che gli e’ coerente”.

“La famiglia non può essere umiliata e modellata da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un ‘vulnus’ progressivo alla sua specifica identità e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall’ordinamento”. Occorre mantenere salda “la roccia della differenza sessuale” per evitare il rischio che “la famiglia resti imbrigliata in immagini stereotipate o in utopiche fughe in avanti”. Lo chiede il presidente della CEI, che nella prolusione alla Settimana Sociale definisce “fondamentale” l’impegno “per ritessere l’umano che rischia diversamente di essere polverizzato in un indistinto egualitarismo che cancella la differenza sessuale e quella generazionale, eliminando cosi’ la possibilità di essere padre e madre, figlio e figlia”.

 

 

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