Appello di Arcigay e riscontri

19 luglio 2012
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19 luglio 2012, Commenti: 0

Già sono stati spesi fiumi di parole circa la posizione del PD, espressa nell’Assemblea Nazionale del 14 luglio 2012 e su cui non vogliamo porre, in questo post l’attenzione.

La posizione espressa da Rosi Bindi, non possiamo negare sia lontana dalle speranze di Arcigay Bergamo CIVES. Ma sappiamo anche che Rosi Bindi e altri epsonenti del partito rappresentano un’ala, ma non la voce unanime degli esponenti del PD a livello nazionale e provinciale. Arcigay Bergamo CIVES, in linea con l’Arcigay nazionale non può e non vuole accettare posizioni di compromesso. Dei “contratti” che simulino il matrimonio civile, senza dare a questo “patto” il suo nome vero, ossia “matrimonio civile”, significa nascondersi dietro un dito e non riconoscere la piena equità tra le coppie eterosessuali e le coppie omosessuali.

CIVES, come associazione di promozione sociale, ha portato avanti un appello, rivolto in prima battuta al PD provinciale, per avere un primo riscontro sulla posizione di Bergamo nei confronti del PD nazionale. Sul sito di Bergamonews sono presenti articoli che voglio porre alla vostra atenzione per sottolineare come il dibattito non sia rimasto inascoltato

Questo il nostro appello

Questa la prima riposta del PD

Quello che però voglio capire io, in quanto membro attivo di Arcigay, è una domanda (e anche una risposta) che spesso mi pongo quando stiamo progettando eventi o manifestazioni per porre all’attenzione pubblica questioni che ci interessano, che possono essere i matrimoni civili oppure altri temi. Ovvero, quanto è vicina l’associazione alla “base”, alle volontà dei membri dell’associazione. Ad esempio sul tema dei matrimoni civili, l’idea di CIVES è realmente espressione dell’idea generale? Mi sono dato anche una risposta a dire il vero, che voglio condividere in questo articolo sperando di stimolare il dibattito.

Le battaglie che portiamo avanti quotidianamente credo siano necessarie, anche se non completamente condivise dalla maggioranza della popolazione, LGBT in primis e di tutta la popolazione bergamasca in senso più ampio. Le battaglie nascono dalla necessità e dalla volontà di CIVES di dare a tutti le stesse possibilità. Capisco chi si definisce contrario ai matrimoni omosessuali solo ed esclusivamente se mi da una giustificazione diversa da chi dice che il matrimonio è esclusivo tra uomo e donna, o altre motivazioni retrograde e superficiali, come spesso si sente invece da chi vuole chiudere la porta ad ogni possibilità diversa da quella della Norma (intesa come etero-Norma).

Ma quando mi si dice che non si crede nella battaglia per i matrimoni civili perchè non si crede nel vincolo del matrimonio, la risposta è un’altra. Di fronte a questo, la risposta è sottolineare come CIVES combatta quotidianamente per dare a tutti le stesse possibilità e ridefinire l’equità più totale a livello sociale. Senza dare “diritti di serie A e diritti di serie B” alle persone. Io, io sì che vorrei sposarmi. Ma persone vicine a me, etero e gay non lo vogliono fare. Ciò non toglie che siano concordi nella possibilità, per le coppie omosessuali, di contrarre matrimonio civile. Quello che conta in questo caso è dare la possibilità di scelta alle persone. Come una coppia uomo donna può decidere di sposarsi, o no, così dovrebbe essere per qualsiasi coppia, uomo uomo, donna donna compresi.

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